66) Garaudy. Dialogare con i cristiani.
Pur non negando le differenze di fondo, Garaudy mette in evidenza
anche alcune affinit spirituali fra i marxisti e i cristiani.
R. Garaudy, Dall'anatema al dialogo.

 Il marxista si pone gli stessi problemi del Cristiano, 
sollecitato dalla stessa esigenza, vive nella stessa tensione
verso l'avvenire, ma precisamente non si crede autorizzato -
perch il marxismo  filosofia critica e non dogmatica - a
trasformare la domanda in risposta, la sua esigenza in presenza.
Spirito sempre attivo, come ti sento! - scriveva Goethe, e il
marxismo, nella sua ispirazione faustiana e fichtiana, non cede
alla tentazione di affermare dietro l'atto un essere che ne  la
sorgente. La mia sete non dimostra la sorgente. L'infinito  per
il marxista un'assenza e un'esigenza, per il Cristiano una
promessa e una presenza.
Vi  qui incontestabilmente una divergenza tra la concezione
prometeica della libert, che  creazione, e la concezione
cristiana, che  grazia e consenso.
Per un Cristiano la trascendenza  l'atto di Dio che viene verso
di lui e lo chiama. Per un marxista  una dimensione dell'atto
dell'uomo che si supera verso il suo essere lontano: il
superamento della natura in cultura.
C. Panciarola, Filosofia e politica nel pensiero francese del
dopoguerra, Loescher, Torino, 1979, pagina 202.
